Notizie dal concorso

sabato, 17 ottobre 2015

La finale

Sono circa seicento le persone venute ad assistere alla finale della sesta edizione. Davanti a loro, uno scenario di grande impatto con tre maxischermi che dominano sulla grande sala del Palazzo dei Congressi di Pisa: quello centrale rimanda l’immagine dei Lungarni sui quali si affaccia la figura di Stefano Strata con la sua chitarra; quello di destra riproduce le immagini in diretta e quello di sinistra, come un programma di sala, riporta tutte le informazioni sui protagonisti della serata.

Dopo la presentazione della giuria, l’ucraino Marko Topchii apre la serata con il Preludio-Presto BWV 996 di J. S. Bach, ben rendendone il gioco contrappuntistico. Prosegue con due studi di Villa Lobos con grande controllo e conclude con il Carneval de Venecia di Tarrega, una serie di variazioni sulla barcarola veneziana resa celebre da Paganini. Il pubblico è subito catturato dalla melodia, ma ancor più dal virtuosismo del giovane ucraino.

La seconda esibizione vede protagonista Davide Tomasi che esegue il Fancy di Dowland con eleganza e buon suono, proseguendo poi con i Tres piezas espanolas di Rodrigo che riproducono, in chiave moderna, tre tipiche danze spagnole.

Arody Garcia esordisce con la straordinaria, e mai troppo ascoltata, Fantasia n. 7 di John Dowland, eseguendola con ricchi effetti dinamici e bel tocco. Garcia appare convincente anche nel ricreare l’atmosfera di mistero di Evocacion y danza, criptico omaggio di Rodrigo a Manuel de Falla. Grande scroscio di applausi da parte del pubblico.

Dopo una breve pausa, Bogdan Mihailescu esegue con sicurezza e bel suono Harmonie du soir di J. K. Mertz, esaltandone il lato virtuosistico. Conclude con l’ultimo movimento, Presto, dal Concerto italiano di Bach, brano di notevoli difficoltà, non solo tecniche.

Sale sul palco l’unica donna presente in questa finale, la russa Elena Fomenko che attacca con piglio deciso e scioltezza lo studio virtuosistico per eccellenza, il n. 7 di Villa Lobos, superandone ogni difficoltà con grande controllo. Prosegue con la monumentale Ciaccona di Bach, eseguita con quello spirito di nobiltà che questa grande partitura richiede. Il pubblico rimane affascinato e segue in religioso silenzio fino alla fine, prorompendo al termine in un fragoroso applauso.

L’ultimo concorrente, il sud coreano Ji Hyung Park esegue di Regondi l’Aria variata da “I Capuleti e Montecchi” di Bellini esaltandone il bel canto, con un suono ricco di sfumature. Al termine del brano, una parte del pubblico, troppo presa dall’esibizione, dimentica la raccomandazione di applaudire solo alla fine dell’intera performance e si fa sfuggire un accenno di applauso. Chiude la prova con il secondo dei Dos Preludios di J. Rodrigo e a questo punto arriva un meritatissimo lungo applauso.


Ji Hyung Park

I giurati si ritirano e il pubblico consegna le schede con le preferenze. Dopo circa mezz’ora di attesa, la giuria e i finalisti vengono chiamati sul palco per procedere alla premiazione. Il premio del pubblico, consegnato dall’assessore Maria Luisa Chiofalo se lo aggiudica Elena Fomenko. Il terzo premio, come nella precedente edizione, rimane nelle mani di Marko Topchii: a consegnarlo, il Presidente del Consiglio comunale, Ranieri Del Torto. Il secondo premio, consegnato dall’assessore alla Cultura Andrea Ferrante, va ad Elena Fomenko che vede confermato il suo riconoscimento anche da parte della giuria. Il primo premio del Sesto Concorso Internazionale “Stefano Strata-Città di Pisa” viene consegnato proprio dai genitori di Stefano Strata a Ji Hyung Park, che riceve, oltre ai 5000 euro, anche la chitarra del maestro liutaio Fabio Ragghianti e la targa del Comune di Pisa. La serata si chiude con il tradizionale rito dei fotografi che ritraggono tutti i protagonisti in un’atmosfera di grande emozione.

Vorrei concludere queste mie note con le parole che il Presidente della giuria, Lorenzo Micheli, scrisse per questo concorso nel 2012: “Io non ho avuto la fortuna di incontrare Stefano Strata, ma vedo che il suo ricordo muove le persone che lo hanno incontrato a compiere dei piccoli miracoli e penso che in fondo la sua presenza non potrebbe essere più forte di così”.

Milli Russo

venerdì, 16 ottobre 2015

Giornata davvero importante oggi


la giuria

Giornata davvero importante oggi, venerdì 16 Ottobre: alla seconda prova eliminatoria seguirà l’atteso verdetto della giuria, che certo non affronta un compito facile.

Apre il pomeriggio il rumeno Bogdan Mihailescu che attacca l’imitativo Ricercare “La compagna” di Francesco da Milano con grande pulizia, esaltandone il gioco contrappuntistico. Come secondo brano esegue la Sonata n. 2 del compositore serbo Bogdanovic facendo risaltare i ritmi balcanici evidentissimi soprattutto nell’Allegro ritmico finale.

La russa Elena Fomenko esegue con perizia una Fantasia di John Dowland, e prosegue con le Due canzoni lidie di N. D’Angelo, brani che se da un alto ci proiettano nelle atmosfere arcaiche della modalità, dall’altro appaiono radicate nel linguaggio contemporaneo e l’esecuzione della Fomenko mi sembra che accentui soprattutto questo aspetto.

Riccardo Calogiuri esegue due movimenti dalla Gran Sonata di N. Paganini, la Romanza, intensamente vibrante, e l’ Andantino variato che Calogiuri caratterizza non solo nell’aspetto formale delle variazioni, ma anche in quello timbrico nei ritornelli. Conclude con la Bagatelle n. 3 (Alla cubana) di W. Walton,che indulge ai ritmi sudamericani.

Giacomo Susani apre con il Rondò brillante op. 2 n.2 di D. Aguado, muovendosi con padronanza tra l’Andante introduttivo e il rondò vero e proprio, tipico pezzo virtuosistico ottocentesco. Risuonano poi i rasgueados iniziali della Sevillana di Turina, realizzati con impressionante scioltezza, che ritornano al termine dello svolgimento della danza.

Marco Piperno, da Lecce, esegue con sicurezza e bel suono i quattro tempi della Sonata n. 1 di D. Bogdanovic, Allegro ritmico, Adagio espressivo, Moderato un poco tenebroso, Allegro molto.

Giulia Ballaré esordisce con la Fantasia su temi della Traviata di F. Tarrega, che apre con il toccante “Amami Alfredo”. L’esecuzione della Ballaré esalta i diversi temi senza mai cedere al facile sentimentalismo. Convincente anche la sua interpretazione della Sevillana di Turina, di cui accentua il carattere energico e la nervosità ritmica.

Il finlandese Mikko Zibulski apre con l’Ouverture dalla Suite n. 7 di G. F. Handel, che alterna un Largo più improvvisativo, da cui emerge un interessante gioco d’echi tra i diversi registri, e un Presto con il tipico ritmo puntato. Esegue poi, con buon controllo, la Fantaisie Hongroise di K. Mertz.

l sassarese Marco Carta parte con le Variations sur un theme de Scriabin di A. Tansman , basate sul Preludio in Mib minore di A. Skriabin; prosegue con il Moderato con brio, primo dei Four Pieces for Guitar di L. Berkeley e conclude con il tredicesimo Capricho de Goya (¿ Quien mas rendido?) di Castelnuovo-Tedesco, che ben rende musicalmente l’ironica raffigurazione di un cicisbeo nell’incisione di Goya.

Davide Giovanni Tomasi attacca con bel suono e contrasto dinamico il Preludio-allegro BWV 998 di J. S. Bach, segue il Capricho de Goya n. 18 (el sueño de la razón produce monstruos) di Castelnuovo-Tedesco, un pezzo dove il sogno della ragione sembra generare tristi illusioni e fantasmi che si dipanano attraverso una serie di variazioni. Termina l’esecuzione l’impegnativo Studio n. 12 di H. Villa Lobos.

La francese Anne Belleguic ci presenta l’Introduzione e Capriccio di G. Regondi, che giustappone, come spesso accade in pezzi romantici, due momenti fortemente contrastanti, un Adagio e un Allegretto scherzando, più virtuosistico. Conclude la sua prova con la Primavera Porteña di A. Piazzolla, un tango ispirato alla Primavera delle Quattro stagioni di Vivaldi, rivisitata in chiave sudamericana.

L’ucraino Denis Melnikov suona di A. Barrios El ultimo tremolo, brano famoso anche con altri titoli, ma sicuramente celebre soprattutto per il suo tremolo continuo. Affronta poi tre Studi di H. Villa Lobos, i nn. 8, 11, 12.

Chiude questa seconda giornata il cinese Yu Hin Sham che non è riuscito a recuperare la sua chitarra (come ricorderete non è arrivata a destinazione insieme a lui), ma affronta comunque la prova con una chitarra del liutaio Ragghianti. Esegue la Fuga e il Presto dalla Sonata per violino BWV 1001 di Bach e il Capriccio n. 24 di Paganini

Il verdetto

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La giuria si è ritirata per più di un’ora: come immaginavo, a questi livelli non è cosa facile decidere. Finalmente la fatidica porta si apre e il Direttore artistico Marco Borghini riunisce i concorrenti per comunicare il verdetto della giuria. Questi i sei finalisti, in ordine alfabetico:

I giurati si sono resi, come sempre, disponibili a parlare con i concorrenti che non sono entrati in finale per spiegare le loro scelte e dare consigli. La scelta della giuria rispecchia pienamente le mie impressioni, ma, a titolo puramente personale, avrei preferito vedere aggiunto un settimo nome, quello di Giacomo Susani.

Milli Russo

giovedì, 15 ottobre 2015

La prima fase della eliminatoria


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Oggi pomeriggio la prima fase della eliminatoria, che non vedrà la partecipazione di Eduard Leata, ritiratosi a poche ore dalla prova. Alcuni concorrenti sono venuti a scaldarsi fin da questa mattina e l’Accademia risuona piacevolmente delle loro note.

Alle ore 15 viene chiamato il primo concorrente, il sudcoreano Ji Hyung Park, che esegue una trascrizione della Fantasia per violino in Sib maggiore di G. P. Telemann, nei suoi tempi Largo-Allegro-Grave-Replica dell’Allegro, ben rendendo i caratteristici contrasti dinamici dei tempi lenti, e il Tema variado y final di M. Ponce, che il chitarrista rende con ottimo controllo tecnico e buon suono.

Entra in sala il secondo concorrente, l’ucraino Marko Topchii, che esegue il Capricho de Goya n. 20 di M. Castelnuovo-Tedesco, un pezzo che si ispira all’incisione del pittore spagnolo intitolata “Obsequio a el maestro” e che nella realizzazione di Castelnuovo Tedesco fa riferimento all’ambivalente rapporto con il suo maestro Ildebrando Pizzetti, di cui Topchii mette in evidenza più il lato affettivo che critico. Seguono lo Studio n. 7 di H. Villa Lobos e dello stesso Castelnuovo-Tedesco il Capriccio diabolico.

Il romano Giuseppe Molino esegue i tre movimenti della Sonata n. 4 “Italiana” di G. Santorsola: l’Allegro energico iniziale, di cui Molino evidenzia l’aspetto percussivo e le sonorità aspre, il successivo Reverie, che è un nostalgico abbandono alla cantabilità e al sentimento di altre epoche, e infine il movimento Alla Tarantella che reinterpreta con effetti modernistici l’antica danza popolare.

Il quarto concorrente, Danilo Legari, esordisce con il Preludio dalla Terza partita per violino BWV 1006 di J. S. Bach, prosegue con lo Studio n. 3 di Villa Lobos e conclude con Campero, primo dei Cinco piezas di A. Piazzolla, sottolineando il carattere malinconico del brano.

L’argentino Hernan Diego Loza esegue la Sonata n. 2 del messicano E. Angulo che, per ammissione dello stesso compositore, riecheggia gli stilemi della musica messicana senza cedere al folkloristico, e che Loza reinterpreta con convinzione. Segue l’incisiva Toccata di H. Haug.

A questo punto avrebbe dovuto presentarsi il concorrente Yu Hin Sham, ma la sua prova viene rimandata a causa della disavventura di cui è stato vittima: nel suo viaggio da Hong Kong verso Pisa, il suo bagaglio e la sua chitarra non sono arrivati a destinazione. Spera comunque di recuperare il suo strumento e di presentarsi alla prova di domani.

Carlotta Dalia, la più giovane del concorso, parte con il Gran Solo di Sor, un tempo in forma-sonata di cui caratterizza adeguatamente i temi, e con piglio deciso conclude con la Sonata K 14 di Scarlatti.

Josue Arody Garcia Garcia, messicano, esegue la Sonata di Brouwer, articolata in tre tempi, preceduti da un Preambulo lento: dal Fandangos y Boleros, ispirato ai ritmi delle danze spagnola e cubana,attraverso l’atmosfera sognante e quasi incantatoria della Sarabanda de Scriabin, fino alla clavicembalistica Toccata de Pasquini, Garcia si muove con agilità rendendo appieno i diversi umori del brano.

Il cosentino Yuri Crusco presenta anche lui il Preludio BWV 1006 di J. S. Bach, ed esegue con buon controllo l’Introduzione e Rondò brillante op. 2 n.2 di D. Aguado e la Sonata k 1 di Scarlatti.

Il decimo concorrente, Henrique Almeida, si cimenta nella celeberrima Ciaccona dalla seconda partita BWV 1004 di J. S. Bach, un pezzo che ha ispirato le più ardite interpretazioni, da tombeau per la morte della prima moglie ad espressione della divina trinità. Almeida la esegue senza perdere di vista il carattere monumentale del pezzo. Simone Salvatori, da Latina, esegue la Fuga BWV 1000 di J. S. Bach, trascrizione per liuto della fuga della prima sonata per violino, e la Fantaisie Hongroise op. 65 di J. K. Mertz, che unisce il carattere estemporaneo della fantasia al gusto romantico per i temi zigani.

La francese Clara Parolini suona Reverie di G. Regondi con tocco delicato e cantabile, soprattutto nei passaggi caratterizzati dal tremolo. Segue un movimento della Sonata n. 1 on characters by Shakespeare di H. W. Henze, un brano che si ispira ad alcuni dei personaggi dei drammi shakespeariani.

Il danese Tim McVeigh-Pedersen esegue i due movimenti esterni della Sonata di A. José (il primo Allegro moderato e l’ultimo, Allegro con brio), muovendosi con buona tecnica nel primo Allegro, che sostanzialmente ricalca la struttura di una forma sonata, e caratterizzando i due temi principali che riaffiorano riconoscibili nell’energico Allegro finale.

Chiude l’eliminatoria Alvaro Lopez Soriano, spagnolo, che propone il Choro de saudade di Barrios, pezzo che esalta la malinconia tipicamente brasiliana, che Soriano esprime con la dovuta partecipazione emotiva. Seguono due Studi, n. 8 e n. 3, del compositore spagnolo contemporaneo Feliu Gasull.

La prima giornata si è conclusa piacevolmente e in perfetto orario. La giuria è sempre apparsa molto attenta e disponibile. Questi i concorrenti per la seconda fase eliminatoria di Venerdì 16 Ottobre, alle ore 15, con un ritiro dell’ultim’ora, quello di Alessandro Infante:

Con questi nomi, si preannuncia proprio una difficile prova per la giuria!

Milli Russo

mercoledì, 14 ottobre 2015

“C’è un’atmosfera speciale nell’Accademia Strata: essa racchiude tra le sue mura un’eccitante combinazione di serietà di studio e senso di stupore…”. Queste parole, con cui il grande chitarrista Carlos Bonnell descriveva la sua esperienza come terzo presidente di giuria del Concorso “Stefano Strata”, sembrano particolarmente adatte per questa giornata di apertura della sesta edizione del concorso.

Tanti i giovani concorrenti, tutti con anni di serio lavoro alle spalle, e tutti alla ricerca di quel senso di stupore che solo trasforma lo studio in avventura artistica e creativa.

Alcuni di loro sono nomi ormai famosi nel panorama chitarristico internazionale dell’ultima generazione: l’ucraino Marko Topchii, quest’anno primo premio al “G. S. D.” di Madrid e già due volte premiato nel nostro concorso; la russa Elena Fomenko, primo premio al Certamen Andres Segovia di Granada 2014; i due rumeni Bogdan Mihailescu, primo premio al Concurso internacional de Guitarra Clásica “José Tomás” 2015, ed Eduard Leata, premiato a Gargnano e in tanti altri concorsi, compreso il nostro, nel 2011; gli italiani Riccardo Calogiuri, Davide Tomasi , Giacomo Susani, pluripremiati in competizioni di spicco, il messicano Josue Arodi Garcia, vincitore dell’edizione 2015 del Concorso “Enrico Mercatali” di Gorizia, la novarese Giulia Ballaré, più volte vincitrice, anche di un premio speciale come quello assegnatole all’ultimo “Michele Pittaluga” come “miglior donna del concorso” (e le femministe non si risentano…).

Accanto a questi nomi ormai conosciuti spiccano i curriculi di giovani e giovanissimi chitarristi che potrebbero rivelarsi le vere sorprese di questo concorso: Yu Hin Sham, vent’anni, da Hong Kong, allievo del grande Kazuhito Yamashita; la francese Clara Parolini, ventun anni, premio speciale per la migliore interpretazione di musica contemporanea al Guitar Forum Competition di Vienna; Ji Hyung Park, sudcoreano, allievo di Judicael Perroy; Carlotta Dalia, la più giovane del concorso, sedici anni, di Grosseto, vincitrice del primo concorso “Michele Pittaluga” Categoria Junior. Questo solo per fare alcuni dei loro nomi. Cinque i ritirati dell’ultima ora: il croato Ivan Petricevic, gli italiani Andrea de Vitis, Aurelio Palla e Gabriele Putzulu, il finlandese Paul-Erik Soderqvist, e il tedesco Jörge Holzmann al quale mandiamo un augurio particolare perché il suo ritiro è dovuto ad un intervento chirurgico.

giuria
Dimitri Illarionov, Laura Mondiello, Lorenzo Micheli e Alessandro Nobili

Alle 18.30, nella sala dei concerti dell’Accademia, il Direttore artistico Marco Borghini ha ufficialmente aperto il concorso, ringraziando i partecipanti e i giurati: il M° Lorenzo Micheli, Presidente, già giurato del nostro concorso nel 2012, il M° Dimitri Illarionov, il M° Laura Mondiello, il M°Alessandro Nobili, professore di chitarra nella nostra Accademia, e il M° Gabriel Bianco, il quale però non era presente a causa di un ritardo sull’aereo da Parigi. Per i concorrenti c’era una buona rappresentanza, ma il maltempo di ieri ha provocato non poche difficoltà nelle comunicazioni, per cui molti sono arrivati in serata.

Dopo i saluti del Presidente di giuria Lorenzo Micheli si è proceduto all’attesa estrazione dell’ordine di esecuzione dei candidati.

Questa la lista del primo dei due giorni della prova eliminatoria.

studio van boxel